S’il était Président… storia di un ritorno poco inatteso che sarebbe il caso di evitare

Come credo sia evidente a chiunque, nei momenti di crisi e di transizione, gli italiani vogliono dismettere i panni vecchi e salire sul carro dei vincitori. L’abbiamo fatto in occasione delle due guerre mondiali, abbiamo contrastato con tutte le nostre energie l’Europa di Prodi, terra che oggi amiamo definire la patria dei nostri figli. È giunto il momento in cui deponiamo le armi e saltiamo sul carro dei vincitori (o di quelli che stanno perdendo con più dignità). La strada alternativa è stata tracciata da Berlusconi, che propone di tornare in campo perché la gente lo chiede. L’effetto del suo annuncio, deleterio sui mercati, viene fatto passare totalmente in secondo piano. Anzi, mi verrebbe quasi quasi da pensare che la Merkel sia nata a Berlino Est e che altro non rappresenti un retaggio di quei comunisti che hanno sempre voluto la sua testa. In effetti, da una telefonata a Mattino Cinque, si solleva l’invito a essere non curanti dello spread di cui per tanto tempo non se n’era mai sentito parlare. Ma non è l’unica donna mangia-bambini con cui il tuttofare di Arcore ha problemi: l’incandescente polemica di ieri circa la diserzione di Ruby Rubacuori al processo che lo vede imputato presso la procura di Milano ci ricorda quanto le toghe siano ingiuste nel voler adempiere le proprie funzioni.

La ri-discesa in campo è stata celebrata ieri con una prima pagina dai toni caustici su Libération, storico giornale della sinistra francese: il ritorno della mummia.

187330

Nel 1980 Gérard Lenorman cantava una canzone che ricorda molta la situazione di quest’uomo solo. Invece del bambino che fantastica circa un suo futuro da Presidente, mi vedo bene in un salotto un Berlusconi pensieroso che, memore dei suoi trascorsi alla Sorbonne rievocati negli  incontri bilaterali con Sarkozy dell’aprile 2011, progetta una formazione di governo in vista delle elezioni del febbraio venturo.

E così ci sembra più credibile la fantasia di questo bambino che vorrebbe Topolino a Palazzo Chigi, Cucciolo alla Cultura, Tin Tin alla Sicurezza e Paperon de’ Paperoni all’Economia, Zorro alla giustizia e Minnie ministro della danza, Tarzan all’ecologia e così via. Rispetto a molti titolari di ministeri che abbiamo visto all’opera, per le personalità qui menzionate possiamo mantenere il beneficio del dubbio circa la loro competenza nei rispettivi ambiti. Molte porte sono aperte in questo edificio diroccato che possiamo chiamare Pdl o Forza Italia bis, ma c’è le sbatte come il sindaco di Firenze Renzi o chi, come Meloni e Crosetto, medita di prendere le distanze prima che sia troppo tardi. In attesa di avere maggiori dettagli, rifacciamoci quattro risate guardando la formazione che Libero domenica 9 dicembre portava in trionfo (cliccate sull’immagine per ingrandire la pagina):

Forza_Italia_2_-_Libero

Al di là della facile ironia che è semplice fare su personaggi di un certo calibro, la cosa che davvero dovrebbe far riflettere è che, rasentato ancora una volta ridicolo, è inaudito che si incorra in vecchi errori che sono stati cancerogeni per l’economia e la pace sociale del nostro Paese. Non sto giocando al tiro al bersaglio (perché sarebbe come sparare sulla croce rossa), ma sto semplicemente invitando a investirsi in prima persona per febbraio. Buona parte dei cittadini ha la testa occupata da problemi maggiori o semplicemente ha ormai raggiunto uno stato di atrofia nella porzione di cervello che ragiona sui temi della politica. Ma l’amore per la cosa pubblica e per la città deve essere sentito come una responsabilità, la testimonianza di una partecipazione non necessariamente in accordo con quello che crediamo sarebbe la più grande soddisfazione che si può perseguire. Difendiamo questo piccolo squarcio di libertà. È tutto quello che ci rimane.

One thought on “S’il était Président… storia di un ritorno poco inatteso che sarebbe il caso di evitare

  1. Io avrei difeso anche le primarie del PdL. Esistono – sembra strano anche a me – ragazzi che lo ritenevano un partito vero, e si sono impegnati. Se voteranno ancora per il “padrone”, chiaramente, non avrò più considerazione. Ma, credo, quello squarcio di libertà debba essere difeso in prima linea da loro!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s