Petter Kverneng: quando la rete non ti manda in bianco…

Questa mattina al risveglio ho fatto un salto su http://www.4chan.org per trovare qualche distrazione dalla stesura della mia tesi e ho incontrato nella sezione random ( /b/ ) il messaggio di un giovane norvegese, Petter Kverneng, che richiedeva l’aiuto della rete per un’insolita iniziativa.

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A quanto pare, la sua amica Cathrine Johansen ha promesso di divertirsi con lui qualora la foto in cui annunciava la sfida fosse arrivata ad un milione di likes su Facebook. In effetti, il risultato è stato conseguito nel giro di poche ore (più di 1 156 000 likes in meno di 18 ore) e, come la migliore delle favole dei fratelli Grimm, la vicenda sembra essere arrivata al tanto sperato lieto fine.

Sopravvivono a questo piacevole episodio che tutti dimenticheremo nel corso del prossimo quarto d’ora, due riflessioni generali:

  • Ancora una volta abbiamo assistito ad una manifestazione dello straordinario potere di mobilitazione delle comunità virtuali. Non si tratta sempre di azioni impegnate dalla rilevanza pubblica, ma alle volte si accordano semplicemente quei dieci minuti di celebrità che Warhol aveva messo in conto per chiunque.
  • Il buon Petter Kverneng non è il classico nerd che ricorre alla rete per dare una svolta alla propria vita sessuale. Sebbene il suo sito internet (http://kverneng.net/ ) non ci dia grandi indicazioni circa la sua professione, ma dal suo account di Twitter sembra di capire che si tratti di un organizzatore di eventi.

Allora complimenti Petter per la pubblicità che sei riuscito a creare attorno alla tua attività freelance e buona fortuna con quella biondina – sperando di non assistere ora a “1M” episodi di emulazione!

 

**** aggiornamento 18/01/2013 ore 19 ****

A riprova della ricaduta mediatica dell’iniziativa, Oasis – produttrice di succhi di frutta – ha fatto una parodia di questa iniziativa lanciando un nuovo messaggio pubblicitario:

2 thoughts on “Petter Kverneng: quando la rete non ti manda in bianco…

  1. Eh…quanto possiamo imparare da queste storie…
    Prima o poi qualcuno più saggio di me lo spiegherà con parole più belle: io mi limito a pensare che la Rete non ci ha resi più furbi o più perditempo, ma senza dubbio l’ha fatto sapere a molte più persone!

  2. Il motivo che mi ha portato a riprendere questa goliardata che ben poco ha della notizia, è il fatto che si tratta di una geniale dimostrazione di saper utilizzare i mezzi offerti dalla rete. Inoltre, credo che la chiave che abbia reso il tutto “viral” in così poco tempo sia stata passare attraverso piattaforme come 4chan, note per i meme, ma anche per essere il focolaio da cui partono – incendiari – gli attacchi di Anonymus. Insomma, se la gente non cazzeggiasse così tanto su internet, gli avremmo accordato l’attenzione che meritava (nessuna), ma siccome abbiamo tempo da perdere facciamoci una risata

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