0. Introduzione alla teoria dei giochi – definizioni

In vista di una prossima riorganizzazione di questo blog per renderne maggiormente fruibili i contenuti, comincio oggi a presentare in maniera sintetica e ridotta parte dell’attività di approfondimento svolta nel corso della stesura della mia tesi laurea specialistica dal titolo “Investimenti diretti esteri: la scelta dell’impresa in un contesto di oligopolio” .

Si è trattato di un percorso estremamente interessante che ha permesso di miscelare una sensibilità umanistica ereditata da studi classici, una formazione cosmopolita ricevuta nel corso degli anni trascorsi studiando Scienze Internazionali e Diplomatiche e competenze operative maturate durante i tirocini. Per interrogarsi, quindi, sull’arché della scelta di un’impresa di perseguire al di fuori dei propri confini un’interesse durevole ho provveduto a una rassegna della letteratura economica in materia suddividendola per tipo di approccio adottato da parte degli autori. In seguito, mi sono focalizzato su elementi più quantitativi, approfondendo le dinamiche competitive nelle varie strutture di mercato e mostrando in che modo, all’interno di questo framework, alcuni strumenti forniti dalla teoria dei giochi tornassero molto utili.

Il termine “teoria dei giochi” deriva dalla somiglianza formale dei problemi di decisione interattiva con giochi di società come il bridge o gli scacchi. I primi studi in materia furono compiuti all’inizio del Novecento producendo come primo risultato il teorema di Zermelo nel 1913, il quale afferma che il gioco degli scacchi è strettamente determinato. Riguardo la teoria dei giochi in quanto disciplina matematica, convenzionalmente viene fatta risalire la sua nascita alla pubblicazione di Von Neumann e Morgenstern nel 1944. Per una più ampia trattazione delle origini della teoria dei giochi si rimanda per il momento a Schwalbe, Walker (2001) – senza escludere tuttavia di riprendere il discorso più avanti.

Le definizioni di tale materia sono varie e talvolta discordanti. Dopo attente ricerche e una vasta comparazione dei testi più autorevoli, la definizione operativa a cui sono giunto è la seguente:

Con teoria dei giochi si intende la teoria dei modelli matematici di interazione strategica fra decisori intelligenti e razionali.

Riprendendo la precisazione effettuata da Myerson (1991), un giocatore si definisce razionale se ha preferenze complete e transitive sulle conseguenze e se cerca di individuare, tra le azioni a sua disposizione, l’azione o le azioni che gli assicurano il risultato migliore. Un giocatore si dice intelligente qualora le capacità logiche che gli permettono, date le sue preferenze sulle conseguenze, di individuare senza mai compiere errori l’azione o di ordinare le azioni che gli assicurano il risultato migliore.

Nel corso dei prossimi post, saranno spiegate alcune caratteristiche e forme di gioco e, in seguito, sarà presentata l’applicazione che ne è stata data nel mio elaborato.

Consiglio la lettura di:

Myerson R. (1991), Game Theory. Analysis of Conflict, Harvard University Press

2 thoughts on “0. Introduzione alla teoria dei giochi – definizioni

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s