Abbaglio del presidente del Parti de Gauche francese in occasione della morte della Thatcher

La notizia che ha tenuto banco in qualsiasi canale di informazione, nonché in ogni social media, oggi pomeriggio è stata la scomparsa a 87 anni di Margaret Thatcher. La lunga e discussa carriera politica della Lady di Ferro è costellata di episodi il cui significato ha assunto diversi significati per le formazioni politiche del proprio Paese ed estere.

Così, su segnalazione del blog nouvelordremondial.cc, riprendo un tweet pubblicato cinque ore fa da Jean-Luc Mélenchon, co-presidente del Parti de Gauche – formazione di sinistra francese che ha incontrato i favori di buona parte dei cittadini transalpini sin dalla sua creazione nel 2009.

Il tweet pubblicato da Jean-Luc Mélenchon in occasione della morte della Thatcher
Il tweet pubblicato da Jean-Luc Mélenchon in occasione della morte della Thatcher

Il messaggio di cordoglio espresso dal leader della sinistra francese è senza dubbio di discutibile gusto:

“Margaret Thachter sta per scoprire all’inferno quello che ha fatto ai minatori”.

In questo caso si fa riferimento al tragico sciopero dei minatori tra il 1984-1985. Come racconta Steve Roberts in quegli anni,

Il 12 marzo 1984, a partire dallo Yorkshire del sud, inizia il grande sciopero dei minatori, dopo che Ian McGregor annuncia la chiusura di 20 pozzi nell’anno successivo e la perdita di 20.000 posti di lavoro, compensati da aumenti salariali del 5,2%. Il primo giorno il numero dei pozzi in sciopero contro la chiusura è di 90 su 176; il giorno seguente il numero sale a 133 e dopo la prima settimana a 142. Un voto parziale, organizzato durante la prima settimana nelle regioni di tendenza moderata, dimostra che circa un terzo è contrario all’azione in corso. Malgrado ciò il 27 marzo si contano solo 38 pozzi in normale attività. Quel giorno, regioni come le Midlands che hanno votato contro lo sciopero si uniscono alla lotta. Alla fine di marzo l’attività è ferma nei tre quarti dei pozzi che dipendono dal NCB.
Un ruolo determinante in questa partita lo giocano i picchetti volanti, ai quali partecipano molti giovani lavoratori che per la prima volta si trovano coinvolti in un conflitto sociale su scala nazionale. I picchetti manifestano certamente tutta la collera dei dimostranti nei confronti dei crumiri, ma la responsabilità degli atti di violenza che si scatenano, che uccidono un minatore, che provocano numerosi feriti e centinaia di arresti, ricade interamente sulla polizia, che conta 8.000 agenti in assetto di guerra schierati dal governo per reprimere la lotta. Una delle principali operazioni della polizia è quella di intercettare i picchettatori per impedire che si spostino da una regione all’altra “a commettere delitti”. Queste misure draconiane vengono denunciate da varie organizzazioni di difesa dei diritti civili; i minatori rivolgono appelli alla Corte Suprema, dalla quale attendono un intervento contro questi attentati alla libertà di circolazione. L’azione dello Stato non si limita alla repressione poliziesca: multe e confische di beni colpiscono le organizzazioni sindacali che organizzano o appoggiano i picchetti in altre regioni.

La reazione del mondo politico francese alla dichiarazione contenuta in questo cinguettio non si è fatta attendere, pur non sollevando un polverone mediatico che facesse passare in secondo piano la notizia in sé. Interpellata a questo proposito, Marine Le Pen  ha affermato di non voler taper sur un cadavre. In effetti, per quanto Mélenchon non sia nuovo a questo tipo di uscite, la leader del Front National invita a non cavalcare fantasmi del passato per cercare di ridarsi credito di fronte a una arena politica che ha perso fiducia in lui. In altri termini, il senso del discorso della carismatica politica francese è “lasciamo che i morti seppelliscano i morti” e non strumentalizziamoli per ritagliarci uno spazio sulla scena mediatica che lentamente è occupato da altre questioni che in questo momento stanno maggiormente a cuore al Paese.

Un’altra reazione senz’altro curiosa,infine, è riportata questa volta da LesEchos e vede come protagonista il centrocampista inglese dell’Olympique Marseille Joey Barton:

La reazione di Joey Barton alla morte della Lady di Ferro
La reazione di Joey Barton alla morte della Lady di Ferro

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