Come sopravvivere ai colloqui di lavoro di gruppo

Nel percorso di ricerca di lavoro che mi ha accompagnato in questi ultimi mesi, ho avuto modo di provare un po’ tutte le forme di selezione a disposizione dei recruiter. Tra queste penso sia importante raccontarne un paio relative ai colloqui di gruppo.

colloquio di gruppo

Ricercando materiale sulle selezioni di gruppo, Google rimanda ad una serie di blog e webzine in cui ciascuno sostiene di aver scoperto l’acqua calda. Nel corso della mia esperienza, ho visto che un incontro collettivo è generalmente suddiviso in due momenti:

  • un momento di presentazione individuale di fronte al gruppo;
  • la soluzione di alcuni case study.

In particolare, riporto l’esperienza di selezione presso GiGroup e presso il quarto gruppo bancario italiano. Penso che tutti sappiano che nella sua attività di sourcing per conto di terzi, GiGroup si occupa della selezione di profili che poi saranno segnalato ad aziende clienti.

Il test collettivo (10 persone)  proposto da questa agenzia di selezione si compone, come dicevamo, di due momenti:

  • parlare in pubblico: un primo momento in cui è somministrata ai candidati una lista di affermazione sui temi più disparati (dai viaggi alla famiglia, dal femminismo al crollo demografico) tra cui sceglierne una, pensare a come motivarla in cinque minuti ed argomentarla in tre. La prova non presenta in sé alcuna difficoltà insormontabile, ma credo piuttosto che serva soltanto a valutare la capacità di una persona di improvvisare un impianto argomentativo e la capacità di motivarlo con efficacia in pubblico.
  • case study: si tratta in sostanza di un gioco di ruolo in cui a ciascuno è assegnata una funzione all’interno di un consiglio di amministrazione di un’impresa che opera nella green economy e rappresenta una divisione tra Amministrazione, Prodotto, R&D, Marketing, Risorse umane. Anche in questo caso non sono richieste competenze tecniche, è riportato quando da argomentare e l’obiettivo finale è conseguimento di una scelta comune sulla ripartizione di un budget in funzione del raggiungimento di alcuni obiettivi.

Come si sarà notato, si tratta essenzialmente di test in cui uno mette in luce alcuni aspetti del proprio carattere in maniera quasi ludica. La cosa importante è attenersi alle regole del gioco, non voler strafare e sapersi ritagliare il proprio spazio con astuzia. Non bisogna essere necessariamente i protagonisti per fare una buona impressione: io, per esempio, ho tenuto un atteggiamento conciliante e un “basso profilo” cosicché alla fine ho potuto far emergere alcuni aspetti del mio carattere con autorevolezza piuttosto che con prepotenza.

Una volta superata con successo questa prova, si è contattati per un colloquio conoscitivo che permette alla società di completare l’idea che si sono fatti del profilo del candidato così da poterlo proporre eventualmente alle aziende loro clienti.

Per quanto riguarda invece il quarto gruppo bancario italiano, l’attività di gruppo è preceduta da un assessment presso la loro Academy. Si tratta di due prove da svolgere al computer:

  • un primo test psico-attitudinale che comprende prove di logica verbale ed astratta, nonché di calcolo. Si hanno a disposizione 30 minuti per 50 quesiti. Io purtroppo sono riuscito a farne solo 49, ma ho visto gente passare semplicemente anche solo con una buona metà delle risposte corrette.
  • un secondo test comportamentale che consiste nell’assegnare un grado di riconoscimento in una serie di 70 comportamenti in base ad una scala da uno a quattro.

Una volta convocati per l’attività di gruppo (8 persone), la struttura ricalca quella già descritta per GiGroup:

  • parlare in pubblico: ogni candidato è invitato a prendere qualche appunto sul modo in cui potrebbe presentarsi in base a aspettative e motivazioni professionali, informazioni personali utili ai fini della selezionequello che i tuoi amici direbbero di te. Come vedete non c’è molto da preparare e la prova si presta di per sé a vari livelli di interpretazione. Per esempio, io sono partito dalla considerazione che non mi chiedesse di raccontare studi ed esperienze (per i quali ci sono sia i cv che gli incontri individuali) e ho preferito parlare di me stesso, delle mie passioni, la mia curiosità, i viaggi, il mio essere un po’ nerd e il soprannome affibiatomi da alcuni amici l’estate scorsa mentre scrivevo la tesi in teoria dei giochi (Asperger). Altri hanno invece preferito utilizzare questa vetrina per illustrare quanto avevano fatto fino a quel momento. Sinceramente non so quale sia l’atteggiamento giusto, ma probabilmente non ce n’è nessuno. Anche in questo caso il discorso deve essere breve, conciso e brillante nei limiti del possibile.
  • case study: in questo caso i giochi di ruolo sono due. Il primo consiste in una simulazione di una riunione a livello dirigenziale all’interno di una banca per prendere alcune decisioni all’unanimità in materia di promozione di dipendenti, provvedimenti disciplinari, sponsorizzazioni o beneficenza, accesso a un programma comunitario di home banking e strumenti di marketing da adottare per il lancio di un nuovo prodotto. Alla fine di un’ora di discussione bisogna eleggere a maggioranza qualificata una figura di riferimento all’interno del gruppo. Il secondo è invece una discussione all’interno di un’impresa su come ripartire un premio tra i sei commerciali per premiarli dei risultati conseguiti. Ogni personaggio in questione ha evidentemente degli aspetti molto positivi e altri decisamente negativi quindi la scelta non è facilmente condivisibile.

A seguito di questa fase è previsto poi un colloquio individuale conoscitivo.

Mi farebbe piacere sfruttare questo spazio per confrontare esperienze di colloqui di gruppo, al fine di vedere ciò che ricorre più spesso e affrontarli di volta in volta con la serenità necessaria. Perciò non esitate: commentate condividendo la vostra esperienza!

One thought on “Come sopravvivere ai colloqui di lavoro di gruppo

  1. Molto utile l’articolo. Davvero grazie per condividere le tue esperienze che mi hanno illustrato un po’ meglio le selezioni sul mondo del lavoro.

    Durante la mia fase di ricerca di lavoro -che ancora non finisce- sono stato chiamato per diversi colloqui per aziende di diverso tipo. Mi ricordo i colloqui in gruppo di una azienda importante d’abbigliamento che non cito per non rovinare le sue selezioni.
    Il luogo fissato era un hotel 4 stelle a Torino in una stanza tipo auditorium. Dove erano presenti sia il personale di risorse umane, Sale Manager e un altro in più.
    Prima di iniziare con i case study, ci hanno parlato del Jobs Act che colpiva ai lavoratori e delle leggi lavorative in generale. Era quasi come una lezione di Política Economica che ho apprezzato molto e ringrazio l’azienda per il tempo dedicato a noi.
    Al punto: Ci hanno dato un case study con tutte le caratteristiche per creare una bella discussione. Si trattava di mettere in ordine le facoltà che doveva avere un direttore marketing per l’apertura di un nuovo locale.

    Subito si è iniziata la discussione dominata principalmente dalle donne. D una ventina che eravamo al colloquio, 3 eravamo maschi e nessuno di noi ha potuto intervenire in modo efficace. In più ero l’unico straniero e mi sono sentito un po snobbato dato che mi parlavano sopra se intervenivo e non sono abituato a essere interrotto e interrompere le altre persone, e forse quello era il mio sbaglio.

    Insomma, ne hanno presso 4 o 5 (donne) per i colloqui individuali e il resto a casa.

    Dopo ho fatto la selezione per un’azienda di animatori con sede in Olanda. Il signore non era il vero recruiter di Risorse umane ma il Sales Manager. Ha presentato la sua azienda per dopo ognuno di noi presentarsi a tutti e possibilmente in inglese. Dopodiché toccava fare i colloqui in grupo in cui ha chiesto la differenza tra Efficace e efficente, l’omicidio Charlie Ebdone i film libri preferiti.

    Continuerò a postare in altro giorno.
    In bocca al lupo per tutti🙂

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