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Social Media Marketing: qualche segreto sui video virali

Il SMM è da sempre caratterizzato dalla forte impronta ricevuta da una determinata web tribe di riferimento per uno specifico social media. Possiamo ritrovare questi elementi sia nella sintassi (un tweet ha una lunghezza e una struttura grammaticale e logica profondamente diversa da un post su facebook o un articolo su un blog) sia nel linguaggio che varia da tribù a tribù.

L’anno scorso Adweek presentò attraverso questa infographic Data Points: Video Ads’ Greatest Hits | How we watch Web videos and the ads that surround them i principali trend sulla visualizzazione di video su dispositivi mobile e delle prestazioni della pubblicità in tale settore.

Infographic data mobil internet ads Adweek Per quanto questa immagine rappresenti i dati raccolti negli Stati Uniti dodici mesi fa, è presumibile trovare oggi una loro applicazione e attualità dovuta al ritardo della risposta del mercato e degli utenti italiani a questo tipo di dinamiche. Data la crescente importanza dei dispositivi mobili e delle diverse modalità di comunicazione specifiche di questi dispositivi, l’immagine e il video ricoprono oggi un’importanza senza precedenti. L’efficacia di una campagna è legata alla sua capacità di coinvolgere i destinatari e creare un dibattito attorno a sé stessa. MA persone sempre più disabituate a leggere preferiscono immagini o video informativi, quindi cerchiamo di capire come ottimizzarli.

Per inquadrare meglio la questione dei video virali suggerisco allora due approcci.

Un primo approccio che affonda le proprie radici in un mix tra analisi netnografica e quantitativa dei dati è quello proposto dall’esperto in marketing strategico Leonardo Pavanello. Nell’articolo 10+ suggerimenti per realizzare un video virale pubblicato su Ninjamarketing, introduce brevemente e spiega il funzionamento di base dell’algoritmo ShareRank™ messo a punto da Unruly Media, agenzia leader nella realizzazione di campagne viral.

Sulla base dei parametri presi in considerazione in questa formula di previsione di uno share rate gli elementi a cui suggerisce di fare particolare attenzione sono l’intensità della risposta psicologica e la forza della motivazione sociale che porta alla condivisione.

Esistono diversi tipi di risposte psicologiche che possono comportare tentativi di essere divertenti oppure di fare leva sulle emozioni. In questo periodo storico le emozioni a cui si ricorre con maggiore efficacia sono la nostalgia, la paura e lo shock, in quanto rappresentano degli stati d’animo che inducono le persone a condividere il contenuto. Ovviamente tale contenuto deve essere di qualità e – a tal fine – deve soddisfare alcuni requisiti in termini di informazione e coinvolgimento. Un trend che trova ampia applicazione in questo momento si basa sul fattore esperienziale coinvolgendo il consumatore attraverso azioni di marketing non convenzionale. Un altro elemento fondamentale è riuscire a trovare un nesso tra lo spot che si vuole realizzare e la vita reale del consumatore creando così occasioni di discussione sulla rete. Alcune riflessioni conclusive vertono su budget e seeding. Rimando quindi all’articolo dove potrete trovare esempi di video virali e una trattazione più dettagliata dell’argomento.

Una volta capito come impostare una campagna di questo tipo, per la sua realizzazione rimando a una breve guida operativa – Come produrre un video virale – ricca di preziosi consigli per promuovere la nostra attività o il nostro blog.

In effetti, l’approccio proposto da Millionaireweb è più simile a quello che potremmo aspettarci da un tutorial:

  • scegliere di un contenuto originale che sia utile o divertente;

  • distribuire efficacemente le informazioni all’interno del video e adottare la durata più opportuna;

  • curare con attenzione la scelta del titolo, della descrizione e degli altri elementi che possono permettere di realizzare un’attività di SEO efficace;

  • inserire url all’interno dei video su Youtube;

  • mettere in evidenza il proprio brand;

  • non insistere sulle vendite, ma prevedere sempre una call to action;

  • sperimentare in continuazione.

Sempre nella stessa guida potrete trovare una breve rassegna di software di video editing a pagamento per la post-produzione del vostro video.

In conclusione, facendo riferimento a questi testi e alla mia esperienza, è ragionevole affermare che il segreto di un video virale stia nel sapere individuare una comunità – o web tribe – di riferimento che sia target del nostro messaggio e da cui riprendiamo archetipi e linguaggio; veicolare il nostro messaggio attraverso gli influencer più opportuni e, infine, avere un contenuto che contenga novità in grado impressionare l’utente che nell’era del web 2.0 è sottoposto a continui stimoli e tentavi di inclusione all’interno di dinamiche partecipative che si svolgono sulla rete.

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Strumenti SEO disponibili per chi usa Google Chrome – parte 1

Grazie alla sua rapidità e al suo semplice utilizzo, il browser Google Chrome ha saputo in questi ultimi anni affermarsi e oggi continua a conoscere una buona espansione grazie alla sua duttilità. Tra le estensioni che possiamo ritrovare nella sezione chrome://extensions/ alcune riguardano l’attività di Search Engine Optimisation. In questo articolo mi occuperò di fare una breve recensione dei plug-in che ho sperimentato in quest’ultimo periodo:

SEO for Chrome (3,5/5)

SEO for Chrome

L’estensione SEO for Chrome – creata dagli australiani Marketingabuse.com –  offre senza dubbio una panoramica generale delle funzioni che possono trovare applicazione nel posizionamento organico di un sito internet nelle SERP. In particolare, troviamo indicazioni in merito a:

  • Backlinks, il numero di link che rimandano al pagina che si sta visitando rilevati da Alexa, Google, MajesticSEO, Open Site Explorer e Yahoo Site Explorer.
  • Statistiche realtive ai Social Media, il numero di preferiti/condivisioni che un sito ha ricevuto da Twitter (tweet), Facebook (like), Delicious (bookmarks), Digg (diggs), Google (buzz) e StumbleUpon (Stumbles).
  • Pagine indicizzate,il numero di pagine indicizzate nelle principali SERP, ovvero Ask, Bing, Google, Yahoo, Baidu e Yandex.
  • Statistiche relative al traffico, il volume di visite ricevute dal sito secondo Compete.com, Google Ad Planner e Quantcast.
  • Statistiche relative al PPC e all’Organic Search, per comprendere la competitività di una pagina rispetto al pay-per-clic e il suo posizionamento organico, in particolare con riferimento al traffico di ricerca, parole chiave ricercate, budget PPC, traffico PPC e keywords PCC.
  • Cache, permette l’accesso alle versioni cache del sito attraverso Archive.org, CoralCDN, Google, WebCite.
  • Informazioni varie onsite (HTTP Status, Robots.txt e Sitemap.xml) e sul dominio (DNS, indirizzo IP del server, localizzazione del Server location, Whois).

Questo plug-in è uno strumento prezioso per principianti che vogliono approcciarsi all’insieme delle potenzialità della SEO e ne vogliono comprendere il significato – nonché l’utilità. Tuttavia, molte informazioni non sono disponibili per domini di secondo o terzo livello, rendendo così la sua operatività limitata per tutto ciò che è gratuito all’interno nel mondo dell’hosting. Inoltre, pare che l’applicazione non sia stata sviluppata negli ultimi due anni, data l’importanza accordata ad alcune SERP, alcuni social, ma soprattutto per i frequenti bug che si incontrano qualora si cerchi di andare più a fondo nell’analisi.

Pur non avendo la capacità di rappresentare uno strumento professionale, SEO for Chrome è un’applicazione molto utile per muovere i primi passi a livello amatoriale.

Giudizio Chrome Web Store: 4/5.

Mio giudizio: 3,5/5.

Website SEO Analysis and Reviews (1/5)

Website SEO Analysis Review Chrome Plugin

Il plug-in Website SEO Analysis and Reviews realizzato da appspyre.com consente di creare dei report relativi alla pagina internet che si sta visitando. Il menu che si apre cliccando sull’icono che riporta il PageRank della pagina apre una barra laterale in cui è possibile riconoscere alcune sezioni:

  • Overview: informazioni relative allo status del sito (attivo, non attivo), la platform (Operation Platform), il framework (Operational Framework, Control Framework, iFrames Analysis), informazioni sul dominio Whois (Current Server Time,

    Server Location, Alexa Country Rank).

  • View full analysis: il bottone dovrebbe rimandare a un report completo che include inoltre analisi dei 

    Meta Tags (Title, Description, Keywords), rilevanza degli Heading Tags

    Image Consistency, Words Consistency, www-Resolve Analysis, file robots.txt e disponibilità della 

    Sitemap, tipo di documento

    (doctype), tempo di risposta della pabgina, pagine indicizzate (Bing e Google), backlinks, statistiche relative al traffico e menzioni sui social (Facebook e Twitter).

La scheda di presentazione nel Web Chrome Store segnala queste possibilità straordinarie ed attribuisce all’applicazione una valutazione di 5/5. Ho riscontrato, tuttavia, che il caricamento della barra è molto lento e spesso non arriva a raccogliere i dati relativi al sito (in corrispondenza di ogni categoria il valore associato è n/a). Quando poi ho tentato di creare dei report completi, vengo sempre reindirizzato a una pagina che presenta il classico errore 404. Insomma, le intenzioni erano ottime e probabilmente l’applicazione nella primavera 2012 funzionava anche – dati i feedback positivi – tuttavia oggi si rivela un totale fiasco. La valuterei 1/5  nella speranza che venga sviluppata ulteriormente e realizzi il suo potenziale. Ad oggi è inutile installarla.

How to Use WordPress for a Better Online Social Presence [Infographic, Webfuse]

A few days ago,  Webfuse  published an interesting infographic to show how the online social presence could be improved linking a WordPress blog to Facebook and Twitter accounts.

There are several kind of blogs in WordPress:  Personal, Business, Schools, Non-profit, Politics, Private, Military, Sports, How-to, Tips and Review. In any case WordPress can provide some advantages thanks to its Dashboard (where it’s possible to manage layout and contents), Flexibility, Security, Widget and Plug-ins.

Moreover, WordPress makes the Search Engine Optimization possible adding tags to each post and keywords to pages, assigning content to categories and creating media titles and descriptions.

A Twitter Integration allows to spread the content more efficiently, while using Facebook you can let people to connect to your brand and products.

https://games4joke.files.wordpress.com/2013/04/online-social-presence-with-wordpress_516e2fb34de80.jpg

Get More Blog Pageviews [Infographic, Bitrebels]

I found several very interesting infographics on http://cdn.bitrebels.netdna-cdn.com/ Among these, my favourite was the one containing some tips for getting more visitors on WordPress:

  1. Post good content frequently
  2. Make your posts shareable
  3. Use tool for content curation
  4. Accept guest writers
  5. SEO
  6. Edit & proofread every word before it’s published
  7. Link building
  8. Email marketing the right way
  9. Break up a long post
  10. Use social media creatively

Enjoy this great infographic!

Get More Blog Pageviews [Infographic, Bitrebels]