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Getting your dream job

In childhood, we all dreamed about having an exciting career when we grew up. Some kids wanted to be police officers, firefighters, or spacemen. Others strived for something more peaceful like baker or chef at a restaurant. Did any of those dreams come true? Or did they transform into something different with age?

A dream job is something you do (and get paid for) not just because you can do it, but because you love doing it. You have a true passion for it, and enjoy every moment spent on it.

Dream jobs rarely bring stress or negative emotions. And even if there are any complications, you always know how to get through them.
Unfortunately, not everyone is lucky enough to be working at the job of their dreams. And there are numerous reasons for that. Severe competition, missed opportunity, and even a fear of failing.
Today we’re here to attempt to change it all. Especially if you’re just thinking about getting a job.

We’ve put together an infographic that can help you get your dream job. It shares the most vital tips for creating a winning resume, taking control of your body language, and the most important factors that you need to watch out for to have a successful job interview.

Have a look, and you’ll be one step closer to the job of your dreams.

getting-your-dream-job

 

(Special thanks to Jack Milgram for reaching me out to share this infographic )

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Prepararsi alla Annual Performance Review

La fine dell’anno si avvicina inesorabilmente. Mentre già pensiamo a cosa mettere sotto l’albero per amici e cari, programmiamo vacanze cercando di far quadrare gli ultimi giorni di ferie rimasti e cominciamo a vestirci in maniera pesante lottando contro un inverno che – pare – sarà lungo e rigido, arriva il tempo dei bilanci sui propositi personali e lavorativi.

L’Annual Performance Review sarà un tema caldo per chi lavora nel mondo del privato e con questo post spero di aiutare me stesso e voialtri a preparaci al meglio.

Annual Performance Review

La fondatrice di Human Workplace, Liz Ryan, ha illustrato a questo proposito un’interessante breve lista di cose da fare e da evitare sulle colonne di Bloomberg Businessweek:

 to-do-yes
 tick-mark-no
Prendere l’occasione sul serio : si tratta di un momento unico di dialogo col proprio manager Non aspettare questo momento per chiedere un aumento di stipendio. Il budget potrebbe essere già stato definito
Essere preparati : redigere l”autovalutazione con cura, informarsi sullo svolgimento della review Non essere irrealisti : è molto probabile che la valutazione non sarà esaltante. Tutti possono migliorare
Focalizzarsi sulla big picture : il tempo a disposizione non è molto, meglio non perdersi su dettagli Non cercare scuse : “non ho potuto fare il mio lavoro perché qualcuno o qualcosa…”
Fare chiarezza : se non si capisce un feedback del proprio manager chiedere spiegazioni Evitare atteggiamenti remissivi e assumersi tutte le colpe.
Fare tesoro dell’esperienza : redigere una lesson learned mezz’ora dopo l’incontro Evitare il braccio di ferro

Diverse guide sono state scritte in proposito e pareri molto interessanti si trovano nel mondo anglosassone, dove l’attenzione a questo modello di organizzazione aziendale e di gestione delle risorse umane vanta una storia che affonda le sue radici in tempi non sospetti.

Segnalo pertanto una check-list redatta dal sito HRweb. In questa pagina troverete una lista abbastanza esaustiva di quello che si intende per essere preparati. Lo stesso sito internet ci offre una classificazione dei form utilizzati in questi meeting sulla base di tre categorie principali:

  • Narrative
    • Pro: feedback personalizzati, molti spunti di riflessione per la discussione
    • Contro: difficile comparare le prestazioni, richiede molto tempo
  • Numerical Scale
    • Pro: strumenti di misurazione concreti e oggettivi
    • Contro: impersonale, rischia di essere inutile per il lavoratore
  • Descriptive Scale
    • Pro: elementi di misurazione concreti ed oggettivi
    • Contro: scelta limitata nei feedback potrebbe comprometterne l’utilità

Credo che, tuttavia, tutto il lavoro di preparazione alla review debba muovere dalla risposta ad una domanda fondamentale:

Perché la mia azienda fa una Annual Performance Review?

Le performance per cui si è valutati prendono come metro di paragone dei KPI (key performance indicators, per l’appunto) che derivano dalla vision e dai valori dell’impresa per cui si lavora. In quest’ottica, anche il mancato conseguimento di un obiettivo quantitativo potrebbe non compromettere la valutazione generale – ivi sia rispettata la dimensione qualitativa del lavoro e i valori che animano la maniera di fare business.

Ritengo quindi piuttosto interessante ricorrere alla seguente piramide quando si compila un formulario in cui si richiede di autovalutrasi sulla base dei propri risultati:

KPI-Strategic-Alignment-Pyramid

Per concludere, un breve video di HowCast riassume parte delle cose dette in una chiave umoristica – utile a scacciare le preoccupazioni:

Sarei contento di conoscere la vostra esperienza e la vostra opinione su questo tema, perciò non siate timidi… commentate!