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Prepararsi alla Annual Performance Review

La fine dell’anno si avvicina inesorabilmente. Mentre già pensiamo a cosa mettere sotto l’albero per amici e cari, programmiamo vacanze cercando di far quadrare gli ultimi giorni di ferie rimasti e cominciamo a vestirci in maniera pesante lottando contro un inverno che – pare – sarà lungo e rigido, arriva il tempo dei bilanci sui propositi personali e lavorativi.

L’Annual Performance Review sarà un tema caldo per chi lavora nel mondo del privato e con questo post spero di aiutare me stesso e voialtri a preparaci al meglio.

Annual Performance Review

La fondatrice di Human Workplace, Liz Ryan, ha illustrato a questo proposito un’interessante breve lista di cose da fare e da evitare sulle colonne di Bloomberg Businessweek:

 to-do-yes
 tick-mark-no
Prendere l’occasione sul serio : si tratta di un momento unico di dialogo col proprio manager Non aspettare questo momento per chiedere un aumento di stipendio. Il budget potrebbe essere già stato definito
Essere preparati : redigere l”autovalutazione con cura, informarsi sullo svolgimento della review Non essere irrealisti : è molto probabile che la valutazione non sarà esaltante. Tutti possono migliorare
Focalizzarsi sulla big picture : il tempo a disposizione non è molto, meglio non perdersi su dettagli Non cercare scuse : “non ho potuto fare il mio lavoro perché qualcuno o qualcosa…”
Fare chiarezza : se non si capisce un feedback del proprio manager chiedere spiegazioni Evitare atteggiamenti remissivi e assumersi tutte le colpe.
Fare tesoro dell’esperienza : redigere una lesson learned mezz’ora dopo l’incontro Evitare il braccio di ferro

Diverse guide sono state scritte in proposito e pareri molto interessanti si trovano nel mondo anglosassone, dove l’attenzione a questo modello di organizzazione aziendale e di gestione delle risorse umane vanta una storia che affonda le sue radici in tempi non sospetti.

Segnalo pertanto una check-list redatta dal sito HRweb. In questa pagina troverete una lista abbastanza esaustiva di quello che si intende per essere preparati. Lo stesso sito internet ci offre una classificazione dei form utilizzati in questi meeting sulla base di tre categorie principali:

  • Narrative
    • Pro: feedback personalizzati, molti spunti di riflessione per la discussione
    • Contro: difficile comparare le prestazioni, richiede molto tempo
  • Numerical Scale
    • Pro: strumenti di misurazione concreti e oggettivi
    • Contro: impersonale, rischia di essere inutile per il lavoratore
  • Descriptive Scale
    • Pro: elementi di misurazione concreti ed oggettivi
    • Contro: scelta limitata nei feedback potrebbe comprometterne l’utilità

Credo che, tuttavia, tutto il lavoro di preparazione alla review debba muovere dalla risposta ad una domanda fondamentale:

Perché la mia azienda fa una Annual Performance Review?

Le performance per cui si è valutati prendono come metro di paragone dei KPI (key performance indicators, per l’appunto) che derivano dalla vision e dai valori dell’impresa per cui si lavora. In quest’ottica, anche il mancato conseguimento di un obiettivo quantitativo potrebbe non compromettere la valutazione generale – ivi sia rispettata la dimensione qualitativa del lavoro e i valori che animano la maniera di fare business.

Ritengo quindi piuttosto interessante ricorrere alla seguente piramide quando si compila un formulario in cui si richiede di autovalutrasi sulla base dei propri risultati:

KPI-Strategic-Alignment-Pyramid

Per concludere, un breve video di HowCast riassume parte delle cose dette in una chiave umoristica – utile a scacciare le preoccupazioni:

Sarei contento di conoscere la vostra esperienza e la vostra opinione su questo tema, perciò non siate timidi… commentate!

Carriere nell’Unione Europea: alcuni preziosi consigli su come trovare la propria strada

Interessati alle carriere nell’Unione Europea, molti di voi probabilmente hanno ricercato diverse volte informazioni su esami, concorsi, tirocini o contratti. Un sito a cui mi sono affidato diverse volte è Online Eu Training nel quale è possibile trovare diversi webinar e materiale per prepararsi al meglio per questo genere di selezioni.

Le indicazioni fornite nel corso dello scorso mese di maggio da Andras Baneth sono senza dubbio molto preziose e un’ottimo spunto di riflessione sulle carriere nel quadro degli affari comunitari.

Il percorso da svolgere, quindi, prima di intraprendere un percorso negli EU affairs prevede:

  1. Innanzitutto è necessario capire quale sia il tipo di lavoro più adatto alle proprie caratteristiche e aspirazioni.
  2. A questo punto è necessario conoscere i metodi di selezione del personale. Per esempio, le istituzioni comunitarie ricorrono quasi sempre ai test EPSO, mentre le Agenzie a una selezione sulla base del curriculum.
  3. Scegliere un lavoro che permetta di progredire in un mix equilibrato tra sfide e competenze.
  4. Scegliere un lavoro che renda felici sulla base di quelle che sono le proprie aspettative.
  5. Ottimizzare i propri sforzi: scegliere un profilo specializzato per il proprio ingresso nel settore più consono.
  6. Esercitarsi in modo da conoscere a menadito  la metodologia d’esame.
  7. Fare un piano di studio composto di scadenze entro cui completare lo studio in maniera individuale o di gruppo.
  8. Candidarsi laddove si hanno le maggiori possibilità di avere successo.
  9. Definire chiaramente i propri obiettivi professionali.
  10. Preparare attentamente il dossier di candidatura con riferimento alla propria posizione geografica.
  11. Il layout e il contenuto del curriculum.
  12. Elementi extra vari (es. il giorno di invio della candidatura).
  13. L’importanza della fortuna.
  14. Minimizzare il rischio.

Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, riporto di seguito il webinar integrale:

Infine, è disponibile un riassunto dell’intervento in inglese sulla pagina di EuTraning.

Ecco alcuni siti utili per trovare offerte nel settore degli European Affairs:

Consiglio inoltre di tenere monitorati diversi gruppi di Linkedin e profili di Twitter specializzati nella discussione di tematiche inerenti a questo tema, piuttosto che nella pubblicazione di offerte di lavoro.

In particolare:

Potete inoltre utilizzare social network più specializzati o altri canali privilegiati per questo tipo di discussioni.

 

 

Come sopravvivere ai colloqui di lavoro di gruppo

Nel percorso di ricerca di lavoro che mi ha accompagnato in questi ultimi mesi, ho avuto modo di provare un po’ tutte le forme di selezione a disposizione dei recruiter. Tra queste penso sia importante raccontarne un paio relative ai colloqui di gruppo.

colloquio di gruppo

Ricercando materiale sulle selezioni di gruppo, Google rimanda ad una serie di blog e webzine in cui ciascuno sostiene di aver scoperto l’acqua calda. Nel corso della mia esperienza, ho visto che un incontro collettivo è generalmente suddiviso in due momenti:

  • un momento di presentazione individuale di fronte al gruppo;
  • la soluzione di alcuni case study.

In particolare, riporto l’esperienza di selezione presso GiGroup e presso il quarto gruppo bancario italiano. Penso che tutti sappiano che nella sua attività di sourcing per conto di terzi, GiGroup si occupa della selezione di profili che poi saranno segnalato ad aziende clienti.

Il test collettivo (10 persone)  proposto da questa agenzia di selezione si compone, come dicevamo, di due momenti:

  • parlare in pubblico: un primo momento in cui è somministrata ai candidati una lista di affermazione sui temi più disparati (dai viaggi alla famiglia, dal femminismo al crollo demografico) tra cui sceglierne una, pensare a come motivarla in cinque minuti ed argomentarla in tre. La prova non presenta in sé alcuna difficoltà insormontabile, ma credo piuttosto che serva soltanto a valutare la capacità di una persona di improvvisare un impianto argomentativo e la capacità di motivarlo con efficacia in pubblico.
  • case study: si tratta in sostanza di un gioco di ruolo in cui a ciascuno è assegnata una funzione all’interno di un consiglio di amministrazione di un’impresa che opera nella green economy e rappresenta una divisione tra Amministrazione, Prodotto, R&D, Marketing, Risorse umane. Anche in questo caso non sono richieste competenze tecniche, è riportato quando da argomentare e l’obiettivo finale è conseguimento di una scelta comune sulla ripartizione di un budget in funzione del raggiungimento di alcuni obiettivi.

Come si sarà notato, si tratta essenzialmente di test in cui uno mette in luce alcuni aspetti del proprio carattere in maniera quasi ludica. La cosa importante è attenersi alle regole del gioco, non voler strafare e sapersi ritagliare il proprio spazio con astuzia. Non bisogna essere necessariamente i protagonisti per fare una buona impressione: io, per esempio, ho tenuto un atteggiamento conciliante e un “basso profilo” cosicché alla fine ho potuto far emergere alcuni aspetti del mio carattere con autorevolezza piuttosto che con prepotenza.

Una volta superata con successo questa prova, si è contattati per un colloquio conoscitivo che permette alla società di completare l’idea che si sono fatti del profilo del candidato così da poterlo proporre eventualmente alle aziende loro clienti.

Per quanto riguarda invece il quarto gruppo bancario italiano, l’attività di gruppo è preceduta da un assessment presso la loro Academy. Si tratta di due prove da svolgere al computer:

  • un primo test psico-attitudinale che comprende prove di logica verbale ed astratta, nonché di calcolo. Si hanno a disposizione 30 minuti per 50 quesiti. Io purtroppo sono riuscito a farne solo 49, ma ho visto gente passare semplicemente anche solo con una buona metà delle risposte corrette.
  • un secondo test comportamentale che consiste nell’assegnare un grado di riconoscimento in una serie di 70 comportamenti in base ad una scala da uno a quattro.

Una volta convocati per l’attività di gruppo (8 persone), la struttura ricalca quella già descritta per GiGroup:

  • parlare in pubblico: ogni candidato è invitato a prendere qualche appunto sul modo in cui potrebbe presentarsi in base a aspettative e motivazioni professionali, informazioni personali utili ai fini della selezionequello che i tuoi amici direbbero di te. Come vedete non c’è molto da preparare e la prova si presta di per sé a vari livelli di interpretazione. Per esempio, io sono partito dalla considerazione che non mi chiedesse di raccontare studi ed esperienze (per i quali ci sono sia i cv che gli incontri individuali) e ho preferito parlare di me stesso, delle mie passioni, la mia curiosità, i viaggi, il mio essere un po’ nerd e il soprannome affibiatomi da alcuni amici l’estate scorsa mentre scrivevo la tesi in teoria dei giochi (Asperger). Altri hanno invece preferito utilizzare questa vetrina per illustrare quanto avevano fatto fino a quel momento. Sinceramente non so quale sia l’atteggiamento giusto, ma probabilmente non ce n’è nessuno. Anche in questo caso il discorso deve essere breve, conciso e brillante nei limiti del possibile.
  • case study: in questo caso i giochi di ruolo sono due. Il primo consiste in una simulazione di una riunione a livello dirigenziale all’interno di una banca per prendere alcune decisioni all’unanimità in materia di promozione di dipendenti, provvedimenti disciplinari, sponsorizzazioni o beneficenza, accesso a un programma comunitario di home banking e strumenti di marketing da adottare per il lancio di un nuovo prodotto. Alla fine di un’ora di discussione bisogna eleggere a maggioranza qualificata una figura di riferimento all’interno del gruppo. Il secondo è invece una discussione all’interno di un’impresa su come ripartire un premio tra i sei commerciali per premiarli dei risultati conseguiti. Ogni personaggio in questione ha evidentemente degli aspetti molto positivi e altri decisamente negativi quindi la scelta non è facilmente condivisibile.

A seguito di questa fase è previsto poi un colloquio individuale conoscitivo.

Mi farebbe piacere sfruttare questo spazio per confrontare esperienze di colloqui di gruppo, al fine di vedere ciò che ricorre più spesso e affrontarli di volta in volta con la serenità necessaria. Perciò non esitate: commentate condividendo la vostra esperienza!

Colloqui e dintorni: Telephone Interviews

Tra poco più di ventiquattro ore dovrò affrontare per la prima volta un colloquio telefonico in lingua inglese. Nel corso di queste prime settimane di disoccupazione ho avuto modo di discutere via skype in francese, spagnolo e portoghese accorgendomi di quanto – tra neolatini – non fosse poi impossibile riuscire a farmi valere quando effettivamente il mio profilo corrispondeva a quanto era richiesto in sede di tale colloquio.

Tuttavia l’avvicinarsi di questo colloquio mi lascia una certa inquietudine. La società in questione, secondo la migliore tradizione dei colloqui di che proviene dal mondo della new economy, ho passato una prima ora di colloquio in francese a 360* e un assessment in linea composto da due batterie di test di logica cervellotici e complessi da risolvere freneticamente e 108 batterie di domande per tracciare il mio profilo psicoattitudinale. Non so che cosa aspettarmi per domani, quindi raccolgo tips in giro per il web cercando di prepararmi al meglio. Non sarò l’unico in questa situazione e chi già è passato potrà darmi magari consigli preziosi.

eFinancialCareers ha proposto una serie di video nella propria TV su Youtube per orientarsi in questa situazione e ne ripropongo un paio di seguito:

How to Succeed with Phone Interviews

How to Answer ‘Tell Me About Yourself…’


In un articolo del 2007 presente nel suo blog, Penelope Trunk, fondatrice di Brazen Careerist, indica invece cinque ways per fare al meglio un colloquio telefonico:

  • Attend to your surroundings
  • Dress for the part
  • Stand up
  • Prepare for the most obvious questions
  • Don’t forget to close

Sempre nello stesso sito si possono trovare articoli interessanti, quali:

A sua volta Jobsearch.about riserva una sezione significativa alle telephone interviews. Job-interview-wisdom ha proposto una lista delle dieci domande più ricorrenti in un colloquio di questo tipo:

  1. Why did you leave your last job? Why do you want to leave your current job? How did you lose your last job?
  2. What are you currently earning?
  3. What are your salary expectations?
  4. Will you relocate?
  5. Will you travel? What % of overnight travel would you be willing to do on a monthly basis?
  6. On a scale of 1 -10, how would you rank your skill level of: (fill in the blank)? (computer skills; computer programs like PowerPoint, Excel, Word, ProE; computer systems like SAP or JDE; quality systems like ISO, TS-16949; manufacturing processes like injection molding, machining, casting; global sourcing; or other specific skill requirements.)
  7. What are your career goals?
  8. What are your greatest strengths?
  9. What was your greatest accomplishment? Also, what were your 3 greatest accomplishments
  10. When could you start working here?

Ci sarebbe ancora molto da scrivere, ma mi limito a segnalare in ultima istanza che anche i principali quotidiani anglofoni online, come il Guardian per esempio, danno qualche consiglio in materia. E voi? Siete d’accordo? Avete qualche consiglio o qualche esperienza da raccontare?