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Referendum Costituzionale: le ricerche degli italiani su Wikipedia

In un momento storico in cui la sondaggistica presenta limiti di metodologia e di aderenza alla realtà, un modo alternativo e più preciso è rappresentato dalle interazioni degli utenti sul web.

Riposte le varie enciclopedie negli scaffare a prendere polvere, le risposte sono sempre più spesso ricercate su Wikipedia.

Per effettuare questo tipo di analisi, un ottimo strumento è Wikilytics: una dashboard interattiva che consente di verificare i trend relativi alle pagine di Wikipedia in diverse lingue.

Analizziamo, dunque, le 5 pagine maggiormente ricercate su Wikipedia in lingua italiana per la giornata di ieri, lunedì 5 Dicembre 2016.

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Parole chiave più ricercate su Wikipedia (lingua: it, data:05/12/2016)

Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: all’indomani della consultazione referendaria, la pagina più visitata è quella dell’organo che sembrava destinato a sparire. Le sue competenze limitate e la sua azione quasi nulla fanno sì che anche la pagina si presenti parecchio scarna.

Matteo Renzi: il premier dimissionario è il secondo argomento di interesse il giorno dopo la sconfitta. Si registra un notevole interesse anche sulle pagine in lingua straniera.

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Ricerche della pagina Matteo Renzi (Wikipedia, lingua: en, periodo: 07/11/2016 – 05/12/2016)

Legge elettorale italiana del 2015: Lo spettro delle elezioni imminenti ha portato gli italiani a documentarsi sulla legge attualmente in vigore qualora si andasse a breve alle urne (il c.d. Italicum)

Matita copiativa: chi l’ha fatta da padrone nelle ricerche il giorno stesso del Referendum è la matita copiativa. Complici le polemiche dei grillini e di Piero Pelù, questo oggetto misterioso ha attirato sulla propria pagina addirittura 266.908 visitatori in sole 24 ore.

Referendum costituzionale del 2016 in Italia: last but not least, il protagonista del weekend: il referendum. La pagina è parecchio dettagliata e ricostruisce la genesi del progetto di riforma costituzionale, la cronologia e gli schieramenti della campagna referendaria, sondaggi e risultati.

Nel periodo di riferimento dal 26 Novembre al 5 Dicembre 2016, la gerarchia delle parole ricercate vede in testa il CNEL seguito dalle Matite copiative. Il dato è abbastanza curioso poiché prova come gli argomenti che hanno avuto maggior appeal sugli internauti non fossero strettamente correlati con il merito della riforma da votarsi.

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Visualizzazioni delle 5 pagine più ricercate (Wikipedia, lingua: it, periodo: 26/11/2016 – 05/12/2016)

Se volete fare le vostre ricerche, provate Wikilytics e lasciate pure un commento con le vostre considerazioni e i suggerimenti su come rendere questo strumento più flessibile per le vostre esigenze.

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Il salto nel buio

Berlusconi condannato a sette anni per il Rubygate. Caroselli e grida di giubilo si sono levati ovunque in italia come all’estero: per una volta sembra che un’epoca sia davvero finita. Raccogliendo l’eco di questo entusiasmo, mi viene naturale sottoporre il mio primo pensiero “a bocce ferme” – come probabilmente si suole dire nell’ambiente delle cene eleganti.

L’Italia è un Paese strano, la sua storia è controversa e i suoi abitanti amano saltare con l’agilità di un grillo (ops!) da un carro dei vincitori all’altro. Chi fino a poche settimane prima veniva ossannato scandendo slogan quali dux mea lux, nel giro di pochi giorni si è ritrovato a vedere il mondo da una prospettiva ribaltata.

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Una foto d’archivio di Mussolini appeso per i piedi

In questo Stato in cui improvvisamente le situazioni si ribaltano e tutto viene messo sottosopra, episodi del recente passato mi portano a placare l’entusiasmo per una sentenza che, per quanto severa, resta pur sempre una sentenza di primo grado.

Probabilmente i nostri genitori, zii, amici e parenti avranno festeggiato o almeno tirato un sospiro di sollievo apprendendo la notizia nel maggio 1994 che Craxi aveva riparato in esilio volontario (o si era dato alla latitanza) ad Hammamet. Mentre una pagina triste della nostra storia andava spegnendosi all’ombra di una Tunisia guidata da quel Ben Ali protagonista recente di altrettanto tristi vicende, probabilmente molti pensavano si sarebbe inaugurata una nuova era che non poteva essere peggiore di quella caratterizzata dalla trattativa Stato – Mafia, del terrorismo multicolore e di una politica estera di passo profilo segnata dalla Guerra Fredda e da iniziative machiavelliche di capitani di impresa, in primis Mattei, che distribuivano in giro per il mondo mazzette per assicurarsi posizioni in mercati in cui l’inefficienza della rete diplomatica italiana non permetteva di avere sbocchi.

Ebbene, una nuova era in effetti è cominciata. Le stragi di Capaci e di via d’Amelio sono state l’ultimo virgulto di una mafia che ben presto non avrebbe avuto più bisogno di uccidere per dettare le regole del gioco, la crisi della lira e gli anni dei sacrifici per adattarsi a Maastricht. Persino l’aria di pace che sembrava circolare grazie alla caduta del muro di Berlino si è presto scontrata con la triste realtà della guerra nei Balcani e, poco più di un decennio più tardi, con l’11 settembre. Nel frattempo siamo entrati nell’euro, abbiamo visto andare in fumo risparmi di una vita grazie a bond argentini, Cirio o Parmalat, preludio di un sistema malato che sta alla crisi attuale come Guernica sta alla Seconda Guerra Mondiale.

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La celeberrima Guernica di Picasso

In questi anni siamo stati accompagnati da Berlusconi, emblema di quell’individualismo in cui si realizza l’American Dream all’amatriciana. E così, seppur con molte ombre, quest’ultimo ventennio ha visto sotto la luce dei riflettori un protagonista indiscusso in grado di shockare l’opinione pubblica italiana come quella estera, di farci passare agli occhi del mondo da Paese degli “spaghetti, pizza e mandolino” alla repubblica dei clown e – perché no? – di depravati maniaci sessuali disonesti.

Non voglio cedere sempre alla mia solita retorica del si stava meglio quando si stava meglio, ma – ammesso e non concesso che effettivamente sarà preso un provvedimento come l’interdizione dai pubblici uffici di Berlusconi con una condanna in Cassazione per il caso Ruby – vi siete chiesti cosa succederà? Siamo proprio sicuri che il futuro sarà migliore?

Il problema di credibilità non riguarda la politica in senso stretto. Certamente in questi ultimi due decenni non sono state create valide alternative all’impero di Silvio da Arcore, ma tra gli scenari che si prospettano resto basito e con l’imbarazzo della scelta. C’è chi vorrebbe avere la Repubblica Guida Michelin in cui i perbenisti possono attribuirsi un numero di stelle inversamente proporzionale alla propria disonestà o un commissariamento totale (e non solo di fatto) di un Paese che si è avviato ormai da tempo sulla via dello scatafascio.

Allora probabilmente è vero, un’altra epoca si sta chiudendo. Purtroppo non vedo all’orizzonte l’entusiasmo della Costituente o la voglia di vivere Notti magiche inseguendo un qualche obiettivo. Vedo invece una nazione che dovrà rialzarsi da una crisi economica, politica e morale dolente per avere le ossa rotte in partenza.

Che dire allora di questo salto nel buio? Non lo so, ma la cosa mi fa sorridere ben poco, anzi, mi fa quasi paura…

No, vi prego. Non litigate così (Su Renzi, Bersani, il Quirinale e il Pd a pezzi)

Una cronaca molto interessante di quanto stia avvenendo in casa PD con un occhio di riguardo alle reazioni consumatesi sul web. Una punta di sarcasmo – o di sano umorismo – completano questa riflessione che ben riflette la situazione attuale.

Arthur

Matteo Renzi torna sulle pagine di Repubblica per bocciare, come se qualcuno ancora non lo avesse capito, la candidatura di Franco Marini alla presidenza della Repubblica. Posso comprendere che la cosa non gli vada a genio, ma temo che la tattica sia sbagliata. Temo che alzare i toni dello scontro, a meno che Matteo non punti a farsi cacciare dal Pd, non produrrà grandi benefici. Né per il sindaco di Firenze né per il partito nel quale tuttora milita. Tantomeno per il Paese, come ha sottolineato più volte il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

E neppure ha fatto centro, Renzi, ironizzando sulla candidatura di Anna Finocchiaro, che oggi gli ha risposto via Facebook:

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Non vorrei sembrare il sempreverde Nanni Moretti-Michele Apicella (“No, vi prego, non litigate”). E però se anche un fine conoscitore della politica come Antonio Polito, editorialista del Corriere della sera, twitta

Schermata 2013-04-15 alle 12.49.08

vuol dire che, beh…

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